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"Trasparente" non è una parola d'amore come le altre: è la parola d'amore per eccellenza,
la verità di ogni parola d'amore. Gli oggetti d'amore sono trasparenti. Lasciano
vedere un mondo immaginario al di là di sé, ma lo fanno in virtù delle loro caratteristiche
effettive. Sicché quel mondo è il loro immaginario, l'immaginario che da
essi, e solo da essi, traspare. L'amore non ha dunque bisogno di verificare la corrispondenza
fra l'immaginazione e la "realtà". Semmai vuole continuare a sognare. E
può farlo anche dinanzi al più compiuto dispiegarsi del "principio di realtà: perché il
sogno stesso, l'aprirsi stesso di un mondo di fantasia, è il sigillo della sua autenticità.
L'universo che traspare dall'essere amato è chiamato a rimanere irreale ... per inseguire
la vita che si rifugia nel sogno, per accedere a ciò che solo nel sogno può esser
goduto.
Gabriele Pulli è insegna Storia della Psicologia presso i Corsi di Laurea in Filosofia
dell'Università di Salerno. Ha pubblicato saggi e articoli su riviste e su volumi
collettivi ed è autore di alcuni libri, tra cui segnaliamo: Il mondo della caducità. Il
desiderio come linguaggio del tempo in Freud (Liguori 1982); Il velo argenteo. Il sogno
in Freud e Calderòn de la Barca (Ripostes 1994); L'inconscio come essere e come
nulla (Liguori 1997); L'enigma della simmetria (Franco Angeli 1999); Il pensiero
emozionale (Liguori 1999); Sul desiderio (Liguori 2003).
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