• Scritti di critica e storia
Copertina
9788884101228
96
14,90
Biblioteca Clinamen, 12
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Biblioteca Clinamen, 12

Filosofo, storico, critico letterario e chroniqueur, Hippolyte Taine (1828-1893) esercita una indiscussa magistratura intellettuale sulla cultura francese del secondo Ottocento. Pur se assertore di un positivismo sotto molti aspetti schematico e intransigente, nondimeno si segnala per intuizioni e idee talvolta originali e controverse, tra cui la celeberrima facoltà dominante. Il suo atteggiamento può essere condensato in una frase divenuta famosa, che scandalizza i benpensanti del tempo: il vizio e la virtù sono dei prodotti come lo zucchero e il vetriolo. Nei due illuminanti saggi che dedica a Stendhal e Balzac, (tradotti per la prima volta in lingua italiana), tratti dagli Essais de critique et d'histoire e dai Nouveaux Essais de critique et d'histoire, viene chiaramente esplicitato il modello metodologico seguito da Taine: gli stessi caratteri naturali possono essere ordinati gerarchicamente; alcuni sono più "notevoli" e più "dominanti" di altri. Le opere vanno valutate secondo i loro "caratteri principali". Con un tono più vivace e leggero rispetto alla rigida sistematicità degli scritti precedenti, Taine si diletta nel delineare i ritratti di Stendhal e di Balzac: il primo sa descrivere, con finezza e sensibilità, la vita interiore di un numero limitato di personaggi; il secondo, invece, assai più sanguigno e passionale, è indefesso e insuperabile creatore di grandi scene, di ambienti e di città, in cui situa un gran numero di personaggi legati tra loro da trame complicate. I due romanzieri francesi illustrano così l'interno e l'esterno degli uomini, toccandone le forze elementari e gli strati più profondi, in un giuoco linguistico e narrativo che oltrepassa i limiti ordinari del tempo e dello spazio.