• Polemos
  • Filosofia e sociologia della guerra
Copertina
9788884102256
244
24,00
Biblioteca Clinamen, 18
9788884102256
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All’indomani della seconda guerra mondiale, nella coscienza collettiva si è andata consolidando l’idea che la guerra sia irrazionalità e follia, assurdità e aberrazione, presupponendo, al contrario, la pace, come situazione normale. In realtà la guerra rappresenta lo stato di tensione permanente che connota i rapporti storico-sociali medesimi. 
L’autore sostiene che è necessario liberarsi dall’opinione di senso comune secondo cui la guerra sarebbe un’anomalia, una deviazione dal retto cammino dell’umanità, l’emergere di una irrazionalità antiprogressiva, lo scatenamento di pulsioni arcaiche e così via. In quanto rappresentazione del permanente conflitto storico-sociale, la guerra diventa, allora, un principio metodologico di analisi della società. Nella filigrana della pace si possono scorgere tutti i segni di una guerra che non è mai finita. Per discriminare la condizione di guerra da quella di pace risulta inservibile il criterio grossolano della presenza di scontri armati. Il confine tra la guerra e la pace appare labile e quasi evanescente, e la guerra risulta come una condizione ordinaria della vita umana. 

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