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Ultimo Aggiornamento 16 luglio 2018

Copertina di La mia guerra d'Africa

La mia guerra d'Africa


isbn: 88-8410-078-X
pagine: 115
prezzo: 11.90 €
Collana «Il diforÓno», 14

Autore:
Osvaldo De Benedittis

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La campagna d'Etiopia, voluta nel 1935 da Benito Mussolini, fa da sfondo agli eventi narrati in questo volume. Si tratta della "microstoria" di un giovane carabiniere italiano, inviato con compiti di polizia nel Corno d'Africa, il quale racconta, con lo stile diretto del diario, i limiti politici dell'impresa fascista: disorganizzazione, corruzione, inutili crudeltÓ. L'autore ci narra le vicende del suo drappello di Carabinieri che, insieme ad una divisione di Alpini, attraversa, a dorso di mulo, in lunghe marce estenuanti, l'intero Acrocoro etiopico. ╚ la storia di uomini, donne e di animali accomunati dalla ricerca di luoghi in cui vivere, ma soprattutto sopravvivere, trascinati e spesso soggiogati dalla crudeltÓ della natura e delle circostanze. Ma Ŕ anche la denuncia del degrado morale delle popolazioni locali e delle truppe italiane travolte dalla guerra: la prostituzione infantile, le mogli-bambine, la compravendita di corpi e di menti innocenti. In queste pagine si raffigura il quadro di quei giovani italiani che preferirono la guerra piuttosto che sottomettersi ad un destino di duro lavoro in un'Italia ancora in larga misura rurale e che poco pareva offrire ai loro sogni. Di qui il desiderio di fuga e di avventura che in questo diario trova riscontro nella descrizione di quel paese, bello e immenso, e di quelle popolazioni fiere, con i loro tratti fisici, le antiche tradizioni, gli usi e la vita quotidiana. Ed Ŕ questo, forse, uno degli aspetti pi¨ originali e inaspettati del libro: lo stupore e il fascino che i paesaggi dell'Etiopia esercitarono sul giovane carabiniere e che oggi possono esercitare sul lettore che ripercorra con lui quel viaggio. Le vicende storiche del periodo vengono narrate con una sottile e costante ironia che non risparmia il Regime fascista e i suoi generali, in particolare la figura di Rodolfo Graziani, il "grande gitana", e che contribuisce a fornire un'immagine realistica dell'ultima impresa coloniale italiana.

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