• L'invenzione del cristianesimo
  • Terza edizione
Copertina
9788884101068
140
14,90
Il diforÓno, 7
  • Leo Zen
  • L'invenzione del cristianesimo
  • Terza edizione
9788884101068
140
14,90
Il diforÓno, 7

Con quest'opera, fortemente anticonformista e dissacratoria, l'autore intende dimostrare che il cristianesimo non è una religione "rivelata" ma semplicemente inventata e che Cristo è solo un Messia javista, condannato a morte dai Romani per insurrezione armata contro il potere imperiale. L'indagine muove dal Gesù storico, un nazireo esseno/zelota che si proclama Messia davidico e Re d'Israele, ma che in poco o in niente corrisponde al Cristo teologico che la Chiesa ci ha tramandato.
Nella "trasfigurazione divina" di Gesù ruolo centrale riveste San Paolo il quale, mediante un geniale sincretismo che condensa le istanze più profonde della sapienza biblica (il monoteismo) con quelle del mondo ellenistico ed orientale (il soterismo), trasforma il Cristo da «Messia politico fallito» in Messia esclusivamente spirituale e Salvatore universale. E tutto ciò, in perfetta sintonia con gli ideali di salvezza presenti nella religione misteriosofica del mondo ellenistico, dove Osiride, Attis, Mitra e Dioniso sono le divinità che, dopo essersi incarnate e immolate per la salvezza dell'uomo, appaiono in grado di sconfiggere la morte e di risorgere a nuova vita. Ma non vi è solo questo: San Paolo riprende l'ideale di salvezza universale proprio dei grandi riformatori religiosi - Zarathustra, Buddha, Krishna - e ne fa prerogativa non di un singolo popolo "eletto da Dio" bensì di tutto il genere umano. È Paolo, appunto, il vero inventore del cristianesimo; egli riscrive una concezione settaria, fondamentalista, fanatica, razzista e teocratica, quale è il messianismo javista, in un autentico messaggio di liberazione per l'intera umanità . Non è facile intuire e capire il profondo travaglio che porta questo genio religioso a forgiare, sia pure con tutte le distorsioni necessarie in una operazione del genere, un messaggio in grado di rappresentare perfettamente le ansie più profonde degli uomini della sua epoca, la loro aspirazione all'amore universale e all'innata esigenza di giustizia sociale, delineando, nello stesso tempo, il senso della salvezza come un rapporto intimo e diretto tra ciascun uomo e Dio.