Anche Samuel Beckett fa parte degli «scrittori neri della borghesia»? Lo si può leggere in continuità con Nietzsche e de Sade, come fa Theodor Adorno nella Dialettica dell’illuminismo?
Rispondere a queste domande non è né semplice giuoco filologico né prospettiva marginale, bensì è aprirsi ad un nuovo orizzonte di indagine intorno alla riflessione complessiva della Scuola di Francoforte e, in essa, intorno al pensiero adorniano quale metacritica del mondo amministrato e memoria della natura mutilata.
In questo volume di Luca Baldassarre il teatro di Beckett viene preso in esame come quel luogo in cui, per Adorno, l’arte continua a configurarsi quale valido modello di resistenza alla pressione livellatrice ed omologante del dominio.
Sommario
1. Scrittori oscuri e scrittori neri
2. Theodor W. Adorno. Idealismo e orrore
3. Nietzsche. La scrittura nera e l’idealismo biologico
4. Da Nietzsche ad Adorno. Dialettica del nichilismo
5. Sade o l’immagine del dominio. La Philosophie dans le boudoir
6. Samuel Beckett o la μ?θεξις all’oscurità. Fin de partie