Nel sistema è l’Umano stesso a venir meno. Ma è sufficiente rivendicare l’Umano contro il sistema o non è piuttosto necessario tentare di abbandonare anche l’Umano in sé e per sé? Del resto, sostiene l’autore, è proprio nell’Umano, nella sua fondamentale conflittualità, la legittimazione ultima del sistema quale esigenza di regolamentazione della conflittualità medesima, secondo le forme mistificate dell’ideologia e dei dispositivi di potere dell’istituzione.
Se la radice del sistema risiede nell’Umano, si tratta, allora, di definire non solo una rivolta contro il sistema ma anche una rivolta contro l’Umano, contro il fondamento antropologico naturale del male nel mondo, al fine di aprirsi ad una prospettiva che, chiamando in causa il pensare e l’agire del singolo individuo, sia in grado di ridefinire i tratti peculiari dell’Umano in quanto tale, sino a disegnare una inedita figura di soggettività.
Sommario
Introduzione
1. Il sistema del Mondo. L’impossibilità del trascendentale
1. La costruzione matematica del sistema come processo di sostituzione della soggettività
2. Specificazione del sapere matematico proprio del sistema
3. I “segni” del sistema
4. Alcune prime conclusioni
2. LA RIVOLTA INDIVIDUALE. LA PREMESSA DEL TRASCENDENTALE
1. Intenzione e atto di rivolta
2. Il “non” della rivolta
3. Premesse e connotati della rivolta
4. Limiti della rivolta
5. Utopia e crisi. La rivolta tra potere e sistema
CONCLUSIONI
INDICE DEI NOMI