Questo volume restituisce per la prima volta al lettore italiano i materiali superstiti di uno dei due romanzi che Henry James, alla sua morte, lasciò incompiuti: la stesura definitiva di un ampio segmento (circa un terzo del progetto originario) e gli appunti di lavoro che la precedono. La parte ultimata della "Torre d’avorio" delinea la vicenda di Graham Fielder, giovane statunitense cresciuto in Europa che torna in patria per ereditare la fortuna del ricchissimo zio, e muove così i primi passi nel ‘mondo americano della ricchezza’, a lui del tutto estraneo. Il racconto, immerso nell’incantevole luce estiva di Newport, procede per grandi e vividi quadri, per ‘successioni di aspetti’ che mostrano il ‘punto di vista’ (e le ‘percezioni sottili’) dei personaggi (a partire dalla ‘moralmente elefantiaca’ Rosanna Gaw), registrandone insieme le preziose schermaglie verbali. Gli appunti di lavoro ci introducono invece nell’officina dello scrittore; documentano, in via assolutamente eccezionale, le profonde e caparbie riflessioni che preparano il terreno dell’opera, la sua ‘economia’, e la scandalosa ricchezza di una mente che si spinge a configurarvi «lo schema scritto di un altro libro».